Giallo, il colore dell’energia

I colori dell’estate sono il verde, il rosso, l’arancio, il color pesca, l’azzurro cielo ma soprattutto il giallo oro.

Essi hanno una qualità calda, ricca e vibrante. Ed è come se ognuno di questi contenesse una minuscola goccia di giallo oro, il colore del Sole che domina questa stagione.

La luce, il calore e il potere vivificante del nostro astro sono simboleggiati dal giallo.

La sua vibrazione contiene una qualità dolcemente stimolante, ci trasmette gioia, serenità e movimento.

Il giallo, infatti, possiede una forza centrifuga, che si espande nello spazio come i raggi del Sole, e, contemporaneamente, scivola sulle superfici senza contaminarle. Per questo è associato alla comunicazione, allo scambio relazionale, proteggendoci dall’isolamento e dalla solitudine.

L’adorazione del Sole fu una delle più antiche e diffuse forme rituali. In virtù di questo, il giallo fu da sempre attributo delle divinità solari: Apollo per i greci, Ra per gli egizi, gli Dei dei Maya e degli Aztechi.

Nella mitologia egizia, i raggi del Sole erano lo sperma dorato di Ra; in Grecia il mito ci racconta di Danae, rinchiusa dal padre in una torre perché un indovino gli aveva predetto che il nipote lo avrebbe ucciso. Per poter entrare e possederla, il dio Zeus si trasformò nella pioggia dorata del Sole, capace di penetrare nell’unica apertura presente sul tetto. Dalla loro unione nacque Perseo che uccise il nonno e divenne grande benefattore dell’umanità.

L’immagine della luce come fonte di vita compare anche nel Cristianesimo quando si parla dell’Annunciazione. Non a caso, Gabriele, l’angelo che preannuncia il concepimento a Maria, è sempre rappresentato di giallo.

I primi cristiani attribuivano questo colore a Gesù, portatore del Verbo e annunciatore del Logos. Al Cristo “luce del mondo”.

La credenza negli influssi del Sole si ritrova anche nell’Astrologia: il segno zodiacale del Leone, è dominato dall’astro solare e il suo colore è il giallo. Per questo si ritiene che i nati sotto questo segno siano generosi, saggi, liberi nei pensieri e nelle azioni.

Gli indiani Cherokee associano il giallo al Sacro fuoco dell’azione, capace di realizzare le intenzioni del creatore. Nella ruota di Medicina il giallo indica l’est, il luogo da cui proviene l’insegnamento dell’illuminazione. Illuminati dalla saggezza dell’est gli uomini “vedono” chiaramente tutte le cose come l’aquila nel suo alto volo. Il giallo dell’est, nella tradizione dei Nativi americani, è paragonato anche alla brillantezza della Stella del mattino.

Nello Yoga, ciascuno dei principali centri d’energia, i Chakra, preposti ognuno a una funzione fisiologica, emozionale e spirituale, è subordinato a un colore. Il giallo presiede al terzo centro, quello del Plesso Solare che regola la forza dell’Io, il senso d’identità e il processo d’individualizzazione che indirizza la persona, in base alle scelte compiute, verso i centri superiori o inferiori. Ecco che con ciò una personalità sarà più proiettata verso i valori dello Spirito o ancorata a un’esistenza più istintiva, legata cioè ai precetti della materia.

Nell’Alchimia il giallo si ritiene possegga una natura simile a quella dello Spirito dell’uomo: non ha confini rigidi, si disperde facilmente in altri colori, non tollera limitazioni e deve poter brillare.

Nel processo detto di “giallificazione” gli antichi alchimisti lavavano gli occhi dell’adepto con un collirio giallo proprio perché imparasse a “vedere” e divenisse capace di penetrare la materia e comprendere le leggi che la governano.

Anche a livello della Psicologia del profondo, il giallo mantiene le sue potenzialità: lavorare con questo colore, infatti, aiuta a prendere coscienza del proprio inconscio e dei pensieri repressi. Oltre a un effetto chiarificatore le vibrazioni del giallo esercitano un effetto liberatorio, sbloccando le energie raggruppate in modo che il potenziale di autoguarigione personale possa scorrere liberamente.

Il giallo indica il principio attivo e creativo associato al maschile. In Arte-terapia, quando compare spesso nei lavori, è da associare al padre o a un principio creatore. Per entrambi i sessi, in ogni caso, il giallo è collegato allo sviluppo dell’autonomia, alla forza del proprio Io. La presenza di questo colore nei vostri lavori può segnalare che vi sentite bene, pieni d’energia, con un preciso senso d’individualità. È presente la capacità di vedere con chiarezza, di prefiggersi scopi realistici e di essere in grado di realizzarli. Esprime la disponibilità ad acquisire nuove conoscenze e di comunicare fluidamente con l’esterno.

Quando diventa eccessivo, stridente, al contrario, può denotare inflazione psichica: si cerca il cambiamento solo per il cambiamento, si è superficiali e si tende verso la polarizzazione degli aspetti luminosi e oscuri della psiche.

Potrebbe essere il caso di una personalità che alterna momenti di euforia a vissuti di tristezza senza la presenza di quegli stati intermedi che sottintendono un buon equilibrio di fondo.

Ancora, può darsi che la comparsa del giallo, nei vostri lavori, corrisponda a un livello più profondo, al “vostro oro”: esso è simbolo di ricchezza il più delle volte intesa spiritualmente. L’inconscio usa l’immagine dell’oro per ricordarci e portare a galla il potenziale insito in ognuno di noi, la nostra parte più elevata e desiderosa del Divino.

A livello psicologico, il fatto che il giallo sia il colore più presente al mattino, con la sua vibrazione che si espande e rivitalizza, ne fa il simbolo di vivacità intellettuale, affettività libera e spinta in avanti. Esso è infatti legato alle qualità dell’emisfero sinistro e, quindi, potenzia e stimola lo sviluppo della logica e della razionalità.

Se preferito da una persona, indica desiderio di rilassarsi, speranza e buone aspettative per il futuro. Se rifiutato, forse le speranze sono state disattese ed è presente un sentimento di delusione di fondo.

Il rigetto del giallo con predilezione verso il blu evidenzia, invece, la tendenza della persona ad aggrapparsi a tutto ciò che è famigliare per compensare la perdita di entusiasmo e la paura dell’ignoto.

Il rigetto del giallo accompagnato dalla predilezione del verde, indica strenua lotta per il prestigio e desiderio di una solida posizione sociale.

Infine, la scelta del rosso e il rifiuto del giallo, può esprimere ricerca dell’avventura e di esperienze eccitanti per compensare una probabile delusione interna.

Per finire, a livello corporeo, il giallo è un colore più suggestivo che propriamente eccitante. Infatti, come il rosso, esso è in grado di aumentare la pressione del sangue e la frequenza cardio-respiratoria ma in maniera meno potente e duratura.

Il giallo può migliorare l’attività dello stomaco, del fegato e dei reni. Potenzia il sistema digerente, quindi, ma è anche benefico per quello linfatico.

Ha un effetto curativo e purificante sulla pelle.

Per ultimo, ha un buon effetto sugli stati depressivi. Tuttavia, le persone depresse tendono a rigettarlo perché ritenuto “troppo aggressivo”; in realtà è proprio questa sua caratteristica che tonifica il sistema nervoso e lo stimola a raccogliere nuove energie dall’organismo.

Per contro, le persone molto attive, nervose, colleriche e ipertiroidee non dovrebbero esporsi troppo a lungo al giallo, in quanto la loro irritabilità potrebbe peggiorare.

La presenza di questo colore è raccomandabile in tutti quei luoghi in cui si compiono lavori di tipo intellettuale, creativo o spirituale. A casa propria ognuno può incentivare le vibrazioni di questo colore con delle tende, della carta da parati, un tappeto o un semplice quadro su cui far riposare lo sguardo di tanto in tanto.

Barbara Merciari | Arteterapeuta – Psicologa collaboratrice del Germoglio e la quercia